Passo dopo passo...

Nella giornata di mercoledì 11 agosto, grazie all'aiuto di alcuni muratori, è stato posizionato il Crocifisso regalato dal Vescovo e sistemata definitivamente la sala incontri del monastero. Sono iniziati poi lavori di miglioramento per il bagno. Piccoli passi che rendeno pian piano san Benedetto sempre più vivibile!


11 luglio 2021 LA BENEDIZIONE DELL’ALTARE

Le pietre ci parlano. Raccontano una storia di impegno, di fatica, di fede. Ci esortano a continuare, elevando l’anima a Dio. E’ il messaggio del Vescovo di Como, Oscar Cantoni, dal piccolo gioiello romanico di San Benedetto in Val Perlana, l’11 luglio, giorno in cui si celebra san Benedetto da Norcia, abate e fondatore del monachesimo occidentale. Parole che risuonano con forza in una chiesa millenaria, testimone di alterne vicende e che ancora oggi sa richiamare persone interessate a vivere un’esperienza di preghiera e di lavoro.

Durante la celebrazione festiva officiata dal presule comasco insieme a don Sergio Tettamanti, don Augusto Bormolini, don Giovanni Corradini, don Roberto Secchi, don Michele Gianola, il monaco Matteo Navoni e il diacono Vincenzo è stato benedetto l’altare, costruito in loco, che attende di essere dedicato ai sette monaci uccisi in Algeria e beatificati nel 2018. Un gesto che sancisce anche l’avvio di una nuova stagione di rinascita della Val Perlana e dell’antico complesso monastico, oggi di proprietà della Diocesi di Como. Il progetto di rendere abitabili e fruibili i locali del monastero ha trovato già domenica volontari disponibili, animati da un sogno, già vagheggiato qualche decennio fa: riportare la vita a San Benedetto. E oggi, il progetto è concreto: ospitare piccoli gruppi per giornate di preghiera o ritiri spirituali, individuando nella Val Perlana un punto di approdo in un cammino di fede e di ricerca di Dio. Mantenere pulito il bosco circostante, tenere in efficienza la chiesa, intervenire attraverso lavori di riqualificazione dell’intero complesso architettonico sono alcuni dei primi obiettivi di chi ha a cuore il luogo. Una proposta agganciata ad una semplice e chiara regola benedettina: “ora et labora” che si apre a chiunque voglia sperimentarla. Chi fosse interessato a collaborare alle iniziative può contattare don Sergio attraverso il recapito indicato nel sito.


Costruire un sogno

Costruire un sogno. La nuova vita di un antico monastero. E' il titolo di un nuovo libro curato da Guido Della Torre e edito da Elpo Edizioni. "Una raccolta di appunti, piccoli ricordi segnati 'per non dimenticare'. Un cassetto nella memoria a testimonianza di vent'anni di vita a San Benedetto in Val Perlana, dello scambio di amicizia tra chi decise di stabilirsi in quella valle meravigliosa e chi contribuì, a diverso titolo, a rendere possibile una permanenza. Nella collaborazione, rinacque un gioiello storico".

Il ricavato della vendita di questo libro sarà devoluto alla custodia e alla conservazione dell'antico monastero e dell'abbazia di san Benedetto in Val Perlana.

Il libro può essere richiesto direttamente alla casa editrice (www.elpoedizioni.com) o lo puoi trovare presso il Santuario del Soccorso o l'Abbazia di San Benedetto.


Un video per conoscere

Un percorso tra passato, presente e futuro per conoscere e far rivivere s.Benedetto. (Video realizzato da d.Giovanni C.)

https://youtu.be/7PbB7ypZQbU


La Storia in pillole

APPUNTI DI STORIA

1083: documento più antico che attesta la presenza del complesso; è l’atto di donazione che pone fine alle controversie tra Lenno e Isola per il possesso del S.Benedetto.

Prima di quella data: probabile presenza legata a Benedettini del monastero di S.Carpoforo in Como.

Il 30 aprile 1083 con la presenza del vescovo di Como Rainaldo DONAZIONE a tre conversi laici che abitavano nelle adiacenze, BOLDO, ANRADO, LANFRANCO GALINA.

E’ l’inizio di un tentativo di riforma del clero avviata già dai vescovi riformatori di Como

(1010/1027 Alberico - 1028/1048 Litigerio - 1049/1061 Bennone 1062/1084 Rainaldo, all’epoca di papa Gregorio VII).

La fondazione di monasteri benedettini in Diocesi è una scelta finalizzata per promuovere la riforma …

1090 il nome del primo abate conosciuto PELLEGRINO    (fino al 1098)

1161 siamo alla massima estensione del monastero con possedimenti esterni verso la Brianza e la Valtellina. Con la Bolla di papa Alessandro III il monastero passa sotto protezione apostolica.

Tuttavia fu breve la durata della presenza monastica.

16 novembre 1431 il monastero viene soppresso da papa Martino V e passa alle dipendenze dell’Acquafredda, monastero cistercense sorto dalla riforma dell’ordine cluniacense, fondato nel 1142 come filiazione di quello di Morimondo (Mi) con 16 monaci e abate. Verrà poi soppresso a sua volta nel 1778 dall’imperatore d’Austria Giuseppe II.

Con lo spostamento della comunità presso l’Acquafredda per il S.Benedetto ha inizio il degrado.

1800 con soppressione “Giuseppina” avviene il passaggio ai privati: trasformato in abitazione rustiche e stalle, viene soppresso il chiostro.

1958 restauro chiesa con appoggio della Sovraintendenza. Degrado tuttavia continuo per una mancata presenza in loco.

1 maggio 1958 la chiesa viene di nuovo aperta al culto

Inizio anni 60 l’acquisto dell’area da parte di Giovanni Botta e M.Teresa Traversa.

Parte della Basilica di proprietà di d.Bracchetti di Lenno passa poi a d.Augusto Bormolini.

La famiglia Botta dopo aver riunificato le proprietà compie una opera di rimboschimento di tutta l’area ma non si attua nessuna opera di recupero delle strutture..

1985 arriva e si stabilisce lì a vivere Franco Riva, Ginepro: inizia il recupero

11.2.1987 nasce l’Associazione S.Benedetto in Valperlana che il 25.2 stipula un comodato con i proprietari (fam.Botta)

1988 muore Giovanni Botta e subentra come proprietario il figlio Alberto.

Nel 1989, grazie all’Associazione, si dà avvio al primo lotto di lavori su corpo centrale dei fabbricati

Nel 1993 rifacimento copertura della chiesa e dei locali interni

Nel 1997 sistemazione dell’ interno della chiesa

Con il 1999 iniziano alcune esperienze di presenza stabile presso il monastero, tutte di breve durata.

Nel 2001 avviene la partenza di Ginepro che diventerà poi monaco e abate presso l’abbazia di Tamié in Francia.

Il 2011 segna il definitivo scioglimento dell’Associazione e il conseguente abbandono del s.Benedetto.

Con il 2014 vi è una ripresa dei contatti con la famiglia Botta da parte di d.Sergio. I proprietari affidano le chiavi e permettono un minimo utilizzo delle strutture e la loro custodia.

2016-18 Proposta di un Comodato d’uso con la Diocesi che tuttavia non viene stipulato.

Il 3 settembre 2020 si firma la DONAZIONE di tutta la proprietà da parte della famiglia Botta alla Diocesi di Como tramite l’acquisizione giuridica del bene da parte del Santuario della Madonna del Soccorso.