La lezione di Darko Pandakovic

Sabato 30 aprile: l’incontro con l’architetto Darko Pandakovic, Professore di Architettura del Paesaggio presso il Politecnico di Milano.

Fatica e sudore. Partenza dura per chi accede al sentiero che sale a San Benedetto in Valperlana. Eppure, è l’occasione per allontanarsi dal rumore del traffico, dal sottofondo ritmato del lavoro e invita ad addentrarsi nel verde, accogliendo i suoni, i colori e i profumi della natura. Un percorso di purificazione dal brusio del mondo per provare, attraverso un impegno fisico, a raccogliersi in sé stessi. Inizia così la lezione di Darko Pandakovic. Sabato 30 aprile. Una lettura dalla prospettiva intrecciata, che non si ferma all’osservazione attenta e alla conoscenza teorica degli elementi artistici. Ma si spinge ad andare più in profondità, nella capacità umana di ascoltarsi, e in altezza, a cogliere gli elementi che invitano a sollevare l’anima, più in alto, verso la propria salvezza. Le pietre raccontano il mestiere di costruire: l’abilità, la determinazione, l’impegno, il desiderio di trasmettere ad altri alcuni valori essenziali. L’orientamento (ad est dove sorge il sole) e gli elementi architettonici creati (lesene e archetti) esprimono l’adesione ad una religiosità semplice, ma rigorosa, che mantiene il proprio legame inscindibile con Dio, con la preghiera, con la devozione, che non si perde nel tempo. L’essenzialità dei conci squadrati suggerisce sobrietà, fattore importante per fare chiarezza attorno a sé e rivolgere gli occhi al soprannaturale e al cielo. Infine, l’interno, piccolo gioiello romanico di basilica, con tre monofore strombate nell’abside maggiore: dal buio di sé stessi e del mondo mondano il consiglio a guardare sempre alla luce. Un richiamo costante agli uomini di ogni tempo. E, a noi contemporanei dice di sollevare gli occhi, più spesso, al cielo e di vivere con maggiore consapevolezza e presenza nella realtà.